Storia

Pizzo e la sua errata origine napitina.

[ad_1]

Per secoli un semplice toponimo è stato associato a un agglomerato urbano, alimentando il fascino della leggenda. Tuttavia, il ritorno alle fonti storiche consente di ricostruire la reale origine di questi luoghi.

Nella ricerca storica, è fondamentale distinguere tra ciò che è documentato e ciò che è frutto di ripetizioni nel tempo. Il caso di Pizzo è emblematico di come storie ripetute possano diventare vere e proprie narrazioni storiche, supportate da prove bibliografiche.

Alcune storie famose riguardano, ad esempio, Cicerone e il suo seggiolino o il monumento civico riconvertito per commemorare un terremoto; ci sono inoltre racconti come quello della base di una statue attribuita a un passaggio diabolico in chiesa. Un racconto particolarmente significativo è l’origine di Napitia, che ha reso Pizzo un esempio di come nascano e si alimentano i miti identitari.

Per secoli si è affermato che l’attuale Pizzo discendesse da Napitia, una polis della Magna Grecia. Questa narrazione ha perfino sostenuto brand di villaggi turistici e aziende immobiliari, oltre all’etnico, con gli abitanti che oscillano tra pizzitani e napitini.

Tuttavia, la ricerca storica invita a considerare le fonti con maggiore attenzione. Emergono così fatti più semplici ma rigorosi: Napitia non era una città, ma un nome che identificava un’area geografica, probabilmente situata tra l’Angitola e il golfo lametino.

Si è a lungo ritenuto che ci fosse una città contendibile tra Pizzo e Amantea, ma oggi sappiamo che non esistette mai. Non ci sono fonti greche o romane che menzionino Napitia come polis o villaggio urbanizzato. Non ci sono scavi o reperti antichi nell’area attuale di Pizzo o nei suoi dintorni. Le vere città greche della zona erano Hipponion e Terina, chiaramente attestate.

Così, Napitia era un’area territoriale, oggi definita Area Vasta. L’unica prova certa è quella di Strabone, che parla dei Napetini (Ναπητῖνοι) come del popolo che abitava questo territorio, non di una città urbanisticamente strutturata.

Questa verità storica, semplice, contrasta con una tradizione moderna più romanzata. Anche la figura di Nepeto, considerato fondatore di Napitia, si rivela una creazione tardiva: un eroe eponimo creato per spiegare un nome, non per narrare un evento reale.

Un mito che, sebbene suggestivo, non ha fondamento storico. È così affascinante che ne è stato scritto perfino un romanzo. Durante il Settecento, grazie all’opera di Ilario Tranquillo, questa regione fu trasformata in una polis e Nepeto in un fondatore. Questo periodo culturale portò molte comunità a cercare radici greche per nobilitare la propria immagine.

Se da un lato è comprensibile questa tendenza, dall’altro è anche molto creativa. La storia addomesticata è ormai prassi comune: continua a essere ritenuto che gli abitanti di Pizzo siano eredi dell’antica Napitia, e si usa ancora il titolo di “città” nella comunicazione ufficiale e nell’immaginario collettivo, nonostante tale titolo sia stato abolito nel 1860 assieme ai privilegi concessi durante il periodo borbonico.

Questa non è una polemica, ma un fatto. Si tratta di un esempio contemporaneo di come le tradizioni – quando risultano utili o suggestive – tendano a persistere ben oltre le norme che le hanno generate, simile a quanto avvenuto con Napitia.

È cruciale ribadire l’importanza della chiarezza storica. Distinguere tra mito e realtà non impoverisce l’identità di un luogo, ma la rafforza. Sapere che Pizzo non ha origine da una polis greca non le toglie nulla, anzi: consente di riconoscere la vera complessità del territorio, dalle fortificazioni aragonesi ai traffici medievali, dall’economia marinara ai paesaggi culturali che lo hanno reso unico, valorizzandoli senza comprometterli con la modernità.

La storia affascina proprio perché ci sorprende, ci corregge e ci impone di rivedere ciò che pensavamo di sapere. Questo è il vero nucleo del metodo scientifico: osservare, verificare e aggiornare le nostre convinzioni quando le evidenze lo richiedono.

[ad_2]

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio