Mostra su Etruschi e Veneti nel 2026. Brugnaro: «Idea mia».

Dal 6 marzo 2026, nell’appartamento del Doge a Palazzo Ducale, si terrà una mostra dal titolo “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”. Sarà presentata il 14 gennaio, con informazioni ancora limitate. La mostra intende esplorare il ruolo dell’acqua nel sacro e nello sviluppo delle due civiltà antiche dell’Italia preromana, Etruschi e Veneti.
Un accostamento particolare dato che gli Etruschi e i Veneti vivevano in regioni diverse, parlavano lingue distinte e avevano legami limitati con Venezia, che all’epoca non esisteva.
Il progetto espositivo, curato da Margherita Tirelli e Chiara Squarcina e organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, riunisce reperti archeologici di grande valore, molti dei quali inediti e derivanti da scavi recenti, grazie a prestiti provenienti da importanti istituzioni museali italiane.
L’idea del sindaco e del ministro
La mostra ha anche una matrice politica ed è un elemento significativo per una esposizione a Palazzo Ducale, tanto che verrà presentata in anteprima a Roma. Il sindaco aveva già parlato di una mostra sugli «etrusco-veneti» e il ministro ha ribadito questo concetto in diverse occasioni. Dal dibattito emerso, è chiaro che il progetto si è evoluto in una mostra che accosta Etruschi e Veneti, ma in modi differenti.
L’esposizione punta a focalizzare l’attenzione sull’antico popolo degli Etruschi, attivi tra il IX e il I secolo a.C., indagandone usi, costumi e importanza storica, a partire dal ritrovamento archeologico del santuario di San Casciano ai Bagni, presso Siena, e sui reperti bronzei in esso conservati.
A Venezia i bronzi di San Casciano
La scelta espositiva risulta particolarmente interessante: il santuario di San Casciano dei Bagni si sviluppa tra l’età etrusca e la piena età romana. I bronzi, risalenti alla fine dell’età etrusca, offrono un’opportunità per creare una mostra ricca, incentrata sul tema dell’acqua.
L’esposizione sarà suddivisa in sezioni tematiche, esponendo opere provenienti dai porti tirrenici e manufatti votivi etruschi, proponendo un dialogo con i principali santuari veneti di età pre-romana e i loro materiali votivi, provenienti da siti come Altino, Este e altri. Questi luoghi presentano relazioni minime con la civiltà etrusca, così come i porti tirrenici avevano rapporti limitati con il Veneto.
Resta da vedere quale esito avrà questa scelta comunal-ministeriale.



