Ho vissuto 40 conflitti, ma nulla è paragonabile al 20252.

È stato riassunto un anno segnato da oltre cinquanta conflitti di diversa intensità in tutto il mondo. Dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, dal Sudan al Sud-Est Asiatico fino ai Caraibi, le armi hanno dominato il 2025. Ci sono già fronti caldi o a rischio di esplosione, come il Venezuela e lo Stretto di Taiwan. Il mondo rimane una polveriera.
Per avere un’idea di quanto accaduto negli ultimi 365 giorni, è utile consultare l’Acled Index, che traduce in cifre i conflitti globali. Dal 1 dicembre 2024 al 28 novembre 2025, sono stati registrati 204.605 eventi di conflitto, con oltre 240mila vittime stimate. Una persona su quattro nel mondo ha subito, in qualche modo, l’impatto di un conflitto. A giugno, il numero totale di conflitti ha raggiunto quota 56, il più alto dal secondo conflitto mondiale. Negli ultimi anni, questi conflitti sono aumentati, aumentando l’instabilità e mettendo in evidenza le debolezze del sistema internazionale.
Tra le guerre più significative del 2025 ci sono quella in Ucraina, quella a Gaza e quella in Sudan. Quest’ultima, insieme alla Palestina, è considerata una delle regioni più pericolose al mondo. In Ucraina, il numero delle vittime civili nel 2025 ha superato le 12mila, con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente. Le perdite militari russe sono state di 350mila soldati, con un aumento del 40% nell’anno appena concluso.
La guerra civile in Sudan ha visto 150mila morti stimati e 12 milioni di sfollati interni, con oltre 4 milioni di rifugiati nei Paesi limitrofi. Altri conflitti minori si sono verificati in Libano, Siria, Yemen e Iran, nonché lungo i confini tra India e Pakistan, e tra Thailandia e Cambogia. La Birmania presenta il conflitto più frammentato, con oltre 1200 gruppi armati attivi. Violenze politiche si sono amplificate in Paesi come Haiti ed Ecuador. Negli ultimi mesi, la Nigeria ha visto un’escalation di attacchi dell’Isis, culminati in raid statunitensi.
Il 2026 potrebbe essere caratterizzato da nuovi conflitti, in particolare in America Latina, dove potrebbero ampliarsi le tensioni in Venezuela, Colombia ed Ecuador, arricchendo il panorama globale delle crisi.



