Desideriamo un futuro di pace e armonia

Nel piccolo borgo recuperato dall’abbandono a pochi chilometri da Arezzo, l’avventura umana e spirituale di un psicologo e attivista ha avuto inizio. Questo ambiente, immerso nella dolcezza della natura toscana, ha visto la nascita di un pensiero volto alla complessità delle relazioni umane.
Alla fine degli anni Ottanta, un gruppo di giovani inizò un dialogo sulla pace in Unione Sovietica, proponendo una rappresentazione teatrale su San Francesco d’Assisi. Una lettera a un’importante figura culturale russa portò a un primo spettacolo religioso dalla Rivoluzione di Ottobre. Questo incontro aprì le porte a relazioni significative con intellettuali e giovani, desiderosi di parlare di Dio e di pace.
Negli anni successivi, con il sorgere della prima guerra di Cecenia, furono coinvolti in trattative segrete per una tregua. Fu allora che nacque l’idea di portare studenti ceceni in Italia, accogliendo al contempo studenti russi, per vivere un’esperienza di convivenza.
Nel 2011 l’impegno si estese alla Georgia, con la creazione di un percorso di diplomazia popolare. Rappresentanti di 13 popoli caucasici si riunirono per elaborare proposte concrete per la pace, proponendo decine di iniziative che avrebbero potuto essere attuate.
Più di 300 giovani leader internazionali sono stati formati presso la Cittadella della pace. Provenienti da Paesi in conflitto, questi giovani sperimentano che il nemico può diventare un collaboratore, vivendo in comunità e preparandosi a un impegno attivo nei loro Paesi.
La visione è che la pace possa germogliare anche da piccoli numeri. Si sostiene che una storia umana senza guerra è possibile, poiché il nemico è costruito attraverso relazioni che degenerano nel tempo. La pace non è uno stato definitivo, ma un processo continuo che passa attraverso conflitti gestiti.
Per raggiungere un’intesa per la pace in Ucraina, si evidenzia che le necessità delle parti non sono state ascoltate, portando a un’escalation del conflitto. Si ritiene che sia fondamentale costruire relazioni reali per affrontare le inimicizie.
I valori cristiani sono considerati una base per un dialogo inclusivo e un punto di coesione in Europa, contrastando le divisioni attuali e l’idea di inevitabilità del riarmo.
La Cittadella della pace è aperta a qualsiasi tentativo di mediazione, richiamando l’importanza di approcci disarmanti e umani, come quelli incarnati da figure come San Francesco, che hanno la capacità di tendere la mano in pace senza fare paura.
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