Dall’URSS all’ideologia di Putin in Russia

L’Impero euroasiatico ha sempre segnato momenti storici significativi, dall’eredità spirituale alla nascita dell’autoritarismo, attraverso le sue transizioni fino al potere contemporaneo. La Russia ha attraversato fasi varie, da impero zarista a Unione Sovietica, fino alla Russia attuale.
L’Unione Sovietica venne ufficialmente formata il 30 dicembre 1922, dopo la guerra civile e altre contese, cercando di riparare i danni della pace di Brest-Litovsk. Divenne il primo Paese socialista al mondo, accumulando primati, alcuni dei quali residuano anche dopo la sua dissoluzione.
Il riconoscimento internazionale
Nel 1922, l’impero zarista non comprendeva Polonia, Finlandia e Stati baltici, ma le repubbliche sovietiche, sostenute dall’Armata Rossa, si erano consolidate. Il regime sovietico si concentrò sul rafforzamento come guida del socialismo.
L’isolamento dell’Unione Sovietica venne interrotto dall’Italia fascista nel 1924, quando riconobbe il nuovo stato, superando il disinteresse internazionale.
Durante il suo isolamento, l’Unione Sovietica ospitò segretamente basi militari tedesche per aggirare le restrizioni imposte dalla pace di Versailles, traendo vantaggio per aggiornare le proprie capacità militari. Il riconoscimento dell’Italia non alleviò il clima di sospetto, specialmente dopo l’ascesa al potere di Stalin.
La Russia, attraverso la nuova politica economica di Lenin e i piani quinquennali di Stalin, vide un’industrializzazione forzata, ignorando le tragedie umane come l’Holodomor e attuando repressioni sistematiche contro gli oppositori.
L’espansione di Stalin
Durante la seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica subì perdite enormi, con un bilancio tra i 18 e i 27 milioni di morti. Stalin inizialmente collaborò con Hitler, ma cambiò schieramento dopo l’invasione tedesca.
Dopo aver sconfitto il nazismo, Stalin portò l’Unione Sovietica a una massima espansione territoriale, annettendo diversi Paesi dell’Europa orientale e centralizzando il controllo.
Malgrado la Finlandia mantenesse un certo grado di indipendenza, altre nazioni entrarono sotto l’influenza sovietica. Il riconoscimento del neonato Stato di Israele da parte dell’Unione Sovietica avvenne nel 1949.
La contrapposizione con l’Occidente si manifestò nel Patto di Varsavia, intervenendo in Europa per frenare le aspirazioni democratiche nei Paesi satelliti.
Il dominio della Guerra fredda
L’Unione Sovietica sfidò gli Stati Uniti nella corsa allo spazio, lanciando il primo essere vivente in orbita e inviando il primo cosmonauta, ma alla fine gli americani sbarcarono sulla Luna, segnando un punto di svolta.
Durante la Guerra fredda, la dottrina militare sovietica mostrò vulnerabilità, mentre il progetto delle “Guerre stellari” contribuì al collasso dell’Urss, già in crisi per le riforme di Gorbaciov.
Il risveglio della Russia moderna
La Comunità degli Stati indipendenti tentò di mascherare la frammentazione dell’ex superpotenza. Sotto Boris Eltsin, emerse un periodo di grande instabilità e degrado economico.
L’ascesa di Putin, ex ufficiale del KGB, segnò un ritorno al potere, cercando di ripristinare il prestigio della Russia attraverso azioni aggressive in Georgia e Ucraina, rivendicando la grandezza della nazione. Il conflitto attuale si nutre di un’eredità storica complessa.



