Addio di Hankins a Harvard e esclusione della storia occidentale

In un contesto di studi e ricerche di grande rilevanza internazionale, si osserva un sacrificio di talenti in nome di una certa cultura e di un disprezzo nei confronti dell’occidente. Decapitare una civiltà produce solo il suo opposto.
Il congedo da un’importante università e l’approdo in un istituto di studi in Florida rappresentano un presagio negativo. Un noto studioso del classicismo, in una lettera austera, spiega perché non rinnoverà il contratto con la sua istituzione. A suo avviso, la storia della civiltà occidentale è stata relegata in favore di una nebulosa concezione della storia globale. Talenti brillanti vengono sacrificati per la cultura attuale, evidenziando un rifiuto della propria identità. La mancanza di insegnamento riguardo alla civiltà porta a un’inevitabile incivilimento delle persone. Il discorso si estende anche alla gestione della crisi pandemica e alla politica delle minoranze, evidenziando le difficoltà legate all’affermarsi di ideologie antitetiche ai principi dell’educazione liberale. Non è necessario che un classicista, se liberale, debba essere progressista; può tranquillamente avere posizioni conservatrici.
Si spera sempre nella salute e nella prosperità delle istituzioni di ricerca di tale importanza. Tuttavia, è possibile esprimere riserve riguardo all’intolleranza verso le procedure sanitarie in nome della privacy e della libertà accademica. La politicizzazione di alcune campagne contro l’attuale cultura appare problematica, sebbene nel caso di questo studioso non sembra emergere una simile inclinazione. L’analisi della situazione attuale richiama l’attenzione su premesse storiche che hanno condotto a un cedimento della tradizione occidentale, comportando conseguenze significative in termini di merito e criteri scientifici.
È fondamentale non escludere nessun aspetto della storia della civiltà e non cedere a sentimenti di colpa o odio verso se stessi, in quanto ciò potrebbe portare non solo a una distorsione della coscienza collettiva, ma anche a una crescente incivilità.



