Fregene: due donne coinvolte in un omicidio.
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I risultati delle indagini sulla morte violenta di Stefania Camboni, assassinata a coltellate nella sua abitazione. La nuora si trova in carcere a Civitavecchia e sarà interrogata domani dal giudice.
«Come togliere il sangue dal materasso», «Come avvelenare una persona». Sono alcune delle ricerche effettuate su Google da Giada Crescenzi, prima dell’omicidio di Stefania Camboni, uccisa a Fregene. La giovane è ora accusata di omicidio volontario aggravato e abuso di relazioni domestiche. Le indagini stanno cercando di ricostruire gli eventi avvenuti nella villetta di via Agropoli e verificare se ci siano stati complici.
Le contraddizioni
La giovane avrebbe mostrato contraddizioni durante l’interrogatorio. Secondo il procuratore capo, ci sono differenze significative tra le versioni fornite dai fidanzati riguardo alla presenza di sangue sulla scena del crimine. Tracce di sangue, non visibili ad occhio nudo, sono state rinvenute attraverso esami scientifici. Queste evidenze, insieme alle ricerche effettuate sul cellulare di Giada, stingono il suo coinvolgimento. Una ricerca mirata a cancellare tracce ematiche è stata effettuata, e il materasso della vittima presentava segni di sangue nascosti da un copriletto. Inoltre, Giada cercava casa una settimana prima dell’omicidio, segnalando una situazione critica in un annuncio su Facebook.
L’incarico per l’autopsia
Un altro elemento preoccupante riguarda le dichiarazioni contrastanti della compagna del figlio della vittima sulle tracce di sangue. Ricerche sul metodo di avvelenamento risultano inoltre inquietanti. Attualmente, si trova in stato di fermo, in attesa di sviluppare il suo diritto di difesa, senza pregiudizio di innocenza fino a una condanna definitiva. L’incarico per l’autopsia verrà conferito nella giornata di domani, e si prevede che l’udienza per la convalida del fermo si svolgerà sempre domani.



