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Multe autovelox nulle senza omologazione, punteggio fermo.

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La Suprema Corte: approvazione e omologazione sono due procedure distinte, entrambe necessarie. Annullati altri 13 verbali e revocata la decurtazione dei punti patente. Anche una circolare ministeriale che salvava impianti non omologati è stata bocciata.

Le multe elevate con autovelox non omologati? Carta straccia. Lo ha stabilito la Cassazione il 19 aprile 2024, ribadendo la distinzione tra approvazione e omologazione come procedure obbligatorie. La prima attesta che l’autovelox rispetta i requisiti tecnici, mentre la seconda ne garantisce il corretto funzionamento. Senza questo doppio passaggio, la sanzione è considerata illegittima. Inoltre, la Corte ha chiarito che la taratura periodica non può sostituire l’omologazione, che resta un requisito fondamentale.

Il caso

La questione affonda le radici in una disposizione in vigore dal 1992: l’articolo 142 del Codice della strada richiede che gli autovelox siano approvati e omologati. Tuttavia, non esiste un decreto che stabilisca chi debba occuparsi dell’omologazione. Di conseguenza, in 33 anni nessun dispositivo è stato di fatto omologato, portando a un aumento dei ricorsi. La recente riforma del Codice della strada non ha affrontato la questione, e il decreto previsto è stato ritirato a seguito delle polemiche. Il buco normativo resta, e lo Stato si trova in una posizione vulnerabile.

La bacchettata

Nella sentenza è presente una critica alla circolare ministeriale n. 995/2025, che equiparava le procedure di omologazione e approvazione. L’interpretazione del Viminale, che suggeriva agli enti locali di resistere in giudizio basandosi su documenti mai esaminati dalla Corte, è stata respinta. La Cassazione ha sottolineato che una circolare ministeriale non ha valore legislativo e non può prevalere sulle normative primarie, come il Codice della strada.

La reazione

La sentenza ha suscitato preoccupazione tra i Comuni. Si è evidenziato un “vuoto normativo” e l’inerzia del ministero dei Trasporti. Si sottolinea che, dopo il ritiro della bozza di decreto inviata a Bruxelles, non ci sono state proposte per affrontare la situazione. C’è chi avanza l’idea di spegnere tutti gli autovelox in Italia, contestando l’efficacia degli strumenti attuali in relazione alla sicurezza stradale.

I ricorsi decreto

Va notato che si può impugnare un verbale emesso tramite dispositivi elettronici solo entro sessanta giorni dalla notifica per un ricorso al Prefetto o entro trenta giorni se si opta per il Giudice di Pace. Chi ha già pagato non può presentare ricorso e non avrà rimborso. Finché il vuoto normativo non sarà colmato, tutte le multe elevate con autovelox sono a rischio di annullamento. La Cassazione ha affermato chiaramente che la legge deve essere rispettata da tutti, compreso lo Stato.

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