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Gpl self service in Italia: perché è vietato?

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Il Gpl sta guadagnando popolarità tra gli automobilisti italiani, ma il servizio self service non è ancora disponibile al di fuori degli orari di apertura delle stazioni di servizio. In Italia, questa modalità non è consentita per il gas di petrolio liquefatto, a differenza di altri paesi europei, come Austria e Germania, dove è possibile fare rifornimento in autonomia. Questa situazione affonda le radici nel 2007, anno in cui è stato emanato un decreto ministeriale che stabiliva le nuove prescrizioni per il self-service Gpl negli impianti con personale addetto.

Evoluzione normativa del Gpl in Italia

Nel 2014, è stata introdotta un’altra normativa che riguardava le regole per il vero fai-da-te senza personale. L’elenco delle disposizioni fu recepito nel 2016 grazie alla norma UNI 11647, la quale ha regolamentato per la prima volta i requisiti tecnici per un corretto self service Gpl. Nonostante la legge lo consenta e ci siano quasi 5mila distributori Gpl in Italia, è ancora impossibile mettere in pratica questa procedura, a causa di questioni tecniche, mancanza di attrezzature adeguate e costi legati all’adeguamento normativo. Inoltre, esiste un aspetto culturale da considerare, poiché in Italia si preferisce avere un presidio umano per le operazioni ritenute a maggior rischio, come il rifornimento di gas liquefatti.

I requisiti per il self-service di Gpl

Affinché un distributore possa offrire un servizio Gpl fai da te, è necessario che soddisfi requisiti specifici. I ritardi in questa evoluzione possono derivare dagli aggiornamenti richiesti dall’ultimo decreto normativo. Le colonnine devono essere dotate di sistemi di videosorveglianza e di un pulsante di emergenza, posizionato in modo da garantire un intervento in caso di necessità. È inoltre essenziale avere un’assistenza telefonica attiva 24 ore su 24.

I proprietari di auto a Gpl devono partecipare a un corso per apprendere le corrette procedure di rifornimento e ottenere una certificazione. Per accedere al servizio, è necessario essere in possesso di un tesserino identificativo e di una scheda con dati anagrafici e targa del veicolo.

Il contesto attuale evidenzia una complessità dovuta a costi, burocrazia e questioni culturali. Mentre in altri paesi le normative facilitano l’adozione del self service, in Italia il percorso per la sua implementazione sembra ancora lungo, portando i distributori a mantenere il servizio assistito.

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