«Devi morire…», frustate sulla ragazzina stuprata.
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Dopo aver denunciato uno stupro di gruppo, una giovane calabrese ha subito brutali violenze da parte dei familiari. Nel racconto agli atti della procura, la giovane descrive: «Mio fratello mi ha puntato un coltello alla gola».
«Devi morire, puttana». La zia la frustava a sangue con una corda, mentre il cugino la teneva ferma e le tappava la bocca per non farla urlare. Sei mesi dopo, la zia l’ha aggredita lanciandole sassate. Questa giovane di Oppido Mamertina, in provincia di Reggio Calabria, è stata punita per aver denunciato le violenze subite da un gruppo di giovani, alcuni dei quali provenivano da famiglie legate alla ‘ndrangheta. Per i suoi familiari, la scelta di denunciare era una «vergogna» che poteva avere conseguenze negative per loro. La zia ha persino proposto di sottoporsi a una visita ginecologica per cercare prove a favore degli aggressori.
Le violenze dei familiari
La ragazza ha riferito: «Volevano farmi ritirare le denunce per permettere ai responsabili di tornare liberi», evidenziando il timore di ritorsioni. La zia, il fratello e la moglie del fratello, tutti coinvolti, temevano che le condanne inflitte a sei degli stupratori non fossero sufficienti. Le violenze da parte dei familiari si sono protratte per mesi. Ad esempio, il 7 maggio 2024, la zia le ha lanciato una pietra senza motivo mentre passeggiava.
Le frustate della zia
La giovane ha trovato sostegno solo in un agente di polizia. Le ha inviato un messaggio su WhatsApp, esprimendo la sua difficoltà e il desiderio di allontanarsi dalla zia. Grazie all’intervento dell’agente, la ragazza è stata spinta a presentare denuncia. In un verbale del 8 gennaio 2025, la giovane ha descritto un episodio in cui la zia l’ha colpita con una corda, mentre il cugino la tratteneva, impedendole di urlare.
Le violenze del fratello
Il fratello non è stato meno violento: dopo aver appreso quanto accaduto, l’ha aggredita, colpendola e minacciandola con un coltello. Ulteriori aggressioni da parte della zia e del fratello sono avvenute nel tentativo di garantire che la giovane rimanesse «caste». Il fratello, noto per il suo comportamento autoritario, ha anche minacciato la madre e la sorella se la giovane fosse stata vista con amici, mentre la zia ha tentato di allontanarla da un operaio del Comune scagliandole addosso due taniche piene d’acqua.



