I verbali della minorenne stuprata: «Mio fratello…».
[ad_1] In Calabria, una minorenne ha denunciato una violenza di gruppo. La sua famiglia ha reagito minacciandola e picchiandola per cercare di farla tacere.
Isolata da tutti, la ragazza ha vissuto un vero e proprio incubo. I verbali di polizia riportano che è stata minacciata, aggredita e frustata per aver denunciato i suoi aggressori, alcuni dei quali legati a famiglie di ‘ndrangheta. Dopo aver sporto denuncia, le sue condizioni sono peggiorate: la famiglia, eccetto la madre, le ha creato un ambiente ostile.
Le deposizioni rese al pubblico ministero rivelano ulteriori dettagli sugli abusi. La minorenne ha accusato il fratello e una zia di violenze fisiche, tra cui una frustata per aver rifiutato di ritirare la denuncia.
Una testimonianza del 2025 racconta di un episodio in cui la zia l’ha aggredita con una corda. In un’altra occasione, ha subito aggressioni da parte della stessa zia e del fratello, anche sarà l’unica persona a cui ha confidato questi episodi.
Dopo aver subito violenze, la giovane si è rivolta al fratello per confidargli l’accaduto, ma ha ricevuto solo minacce e aggressioni. Quando il pubblico ministero ha chiesto il motivo della violenza, ha chiarito che il loro intento era quello di costringerla a ritirare le denunce.
La zia ha tentato di compromettere ulteriormente la situazione proponendo una visita ginecologica per verificare la verginità della ragazzina, al fine di trovare elementi a favore degli aggressori.
Il tema della castità emerge in un altro episodio in cui la ragazza è stata aggredita per aver parlato con un operaio del Comune. Il degrado ambientale ha colpito anche la madre, costretta a vestirsi in modo consono secondo il volere del fratello, il quale ha minacciato lei e la figlia se avessero tentato di uscire insieme.
[ad_2]



